venerdì 30 dicembre 2016

Honour thy father and thy mother

 

Topeka, 7/11/2010

Mi dispiace di avervi fatto soffrire, mi dispiace di avervi fatto soffrire, mi dispiace di avervi fatto soffrire, mi dispiace di avervi fatto soffrire, mi dispiace di avervi fatto soffrire, mi dispiace di avervi fatto soffrire... 
Prudence Bishop non ama la propria scrittura. Che la colpa sia delle zampe di gallina che ha al posto delle mani o della luce scarna che smangiucchia via un po' di oscurità dalla camera blindata dall'esterno in cui è chiusa, Prudence sta scrivendo male e sa che non dovrebbe. 
Le M non hanno le giuste dimensioni, le S sono troppo appuntite e i trattini delle T non sono paralleli ai bordi superiori e inferiori del foglio come dovrebbero. Preme troppo, e nei momenti di maggiore disattenzione l'interlinea si fa sgraziato e disuguale.

Rilegge con attenzione ogni parola. Cento dispiaceri, cento sofferenze gratuite imposte a un padre e una madre con la sola colpa di non essere sbagliati, di desiderare una vita normale, da persone normali. 
Prudence Bishop la consapevolezza del proprio errore ce l'ha premuta sulle spalle ossute e sulla curva vinta del collo. Ha la colpa ad inzaccherarne gli occhi neri a cui il pianto ha spaccato troppi capillari. 
Prudence Bishop ha sbagliato, e non dovrà sbagliare più.

Dall'esterno urla di bambini liberati dal giogo della messa, la porta si apre, si chiude. 
Presto verranno a prenderla e sarà un buon compleanno.  

Kansas City, 7/11/2017

Quando servi ai tavoli di un diner per manovali per un certo quantitativo di tempo, i sorrisi diventano routine. Se non sorridi le mance calano, e se le mance calano la fame cresce.
Dusk a sorridere e chinare il capo ormai l'ha imparato da qualche mese, a fare  calcoli sulla propria data di nascita pure. Gabe spunta dalla cucina, un faccione brullo e spruzzato di barba vecchia, pigra.
- Ce li porti li avanzi al tuo angelo, Lianne?
- Incartameli dolcezza, che stasera si festeggia.
 Dusk sfreccia su pattini a rotelle fino al passavivande, dove ad attenderla trova qualche hamburger schiacciato, una manciata di patatine e una serie di fazzoletti ad avvolgere una fetta troppo vecchia di cheesecake. Gabe ci ha disegnato sopra una stella a penna nera, e ora è intento a scrostare la piastra dal formaggio rappreso nell'arco della giornata. Lo guarda, affonda lo sguardo nelle pieghe di grasso sulla nuca rasata e si rimesta in bocca una colpa sempre meno sapida. Basta poco.

Anche questa notte, Gabe a letto ci andrà con in testa l'immagine di una venere bruna completamente nuda. Matura, florida e adulta. Seno, fianchi, cosce.
Anche questa notte Dusk mangerà a gambe incrociate contando dollari e centesimi.
Come ogni notte.


North Town,  7/11/2024

Il figlio di Evelyn piange da due ore e ventiquattro minuti, Bill e Marie litigano perché lei ha fatto di nuovo la puttana con uno dei bar e Rosie tiene ancora la radio a tutto volume.
Dusk ha gli occhi spalancati e cerca forme note nelle macchie di umidità che scrostano il soffitto mentre una voce distante e impostata ricorda i vantaggi della registrazione.
La piega aspra delle labbra viene spezzata dagli incisivi che sfregano sulla pelle, mentre la mano tatuata cerca un lembo della coperta da tirarsi fino al mento.  Sa che se Cole piangerà ancora per un'ora Evelyn la chiamerà, e lei domani potrà comprarsi le sigarette. Conta i secondi, che diventano minuti, che diventano un colpo secco alla porta.

Into the mercy seat I climb
My head is shaved, my head is wired
And like a moth that tries
To enter the bright eye
I go shuffling out of life
Just to hide in death awhile
And anyway I never lied.

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