New York, 03/06/2017
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| Evita che la tua bocca si cacci in casini che il tuo culo non può sostenere |
C'è uno strano legame che unisce gli occhi di chi un nome non ce l'ha, o cerca di dimenticarlo. Forse è lo sguardo che vaga nel vuoto quando ancora non hai la prontezza per inventarti un'identità sull'unghia, forse la malinconia dolceamara che sporca la lingua quando inizi ad abituarti alla realtà di giornate sempre uguali.
Hector ha poche regole e un mucchio di parole che ama distribuire senza un reale filo di continuità. Lo fa mentre ti leva un proiettile dalla gamba, mentre si prepara le siringhe di eroina per i suoi viaggi privati per galassie lontane e mentre accompagna Dusk alla clinica.
È la prima volta che ti succede, topolino?
La domanda sbagliata, i pensieri sbagliati, la giusta concatenazione di azioni e reazioni che ora la fanno caracollare dietro a una schiena secca e ricurva, che le mostra la via per letto, cibo e sigarette.
Lui non si gira mai, certo della presenza alle proprie spalle e della strada di fronte a sè, lei regge il passo e tiene gli occhi fissi sui piedi di cui intreccia il percorso in due eliche di un DNA che non potrebbe renderli più diversi.
Hector ha poche regole, ma devi rispettarle tutte. Non si ruba, non si scelgono i pazienti e non ci si buca, perché una volta che inizi a bucarti sei rovinato e le mani ti funzionano due volte sì e una no.
Le sigarette si condividono sempre, non si spreca il disinfettante.
E tutti pagano, in un modo o nell'altro.
- Quello che hai fatto a me lo fai a chi arriva. Se vedi un desolatissimo buco nero non stare a spargere disinfettante sul tavolo. Il disinfettante costa, topolino.
- E quindi li fai morire, così?
- Benvenuta alla clinica, dolcezza.
New York, 07/01/2019
Let me ask you one question
Is your money that good
Will it buy you forgiveness
Do you think that it could
I think you will find
When your death takes its toll
All the money you made
Will never buy back your soul
Is your money that good
Will it buy you forgiveness
Do you think that it could
I think you will find
When your death takes its toll
All the money you made
Will never buy back your soul
Una delle poche regole di Hector è che nella sua testa puoi sbirciare quanto vuoi, ma le conseguenze te le tieni. È passato quasi un anno da quando si è tirato in casa il topolino, quasi un anno fatto di sigarette, qualche pasto e quasi-verità-forse-un-giorno rubate alle ombre degli edifici più fatiscenti di Charlotte Street. Quasi un anno fatto di racconti delle strade di New Delhi e ricordi della calca di Chiang Mai, de boss ricuciti tra i vicoli di Omsk e donne piangenti salutate a Città del Capo.
Dusk ormai la verità non la cerca più. Guarda un soffitto in cui Hector vede le galassie e ascolta musica che racconta di giudizi impietosi che tanto attendono tutti, topolino, e pregare non salva nè te nè me.
Philadelphia, 07/01/2025
Tu invece sembri una di quelle che ottengono sempre quello che vogliono,
quando lo vogliono, nel momento in cui lo vogliono.
Dusk sorride, lo fa a costo di riaprirsi le spaccature nelle labbra e cristallizzarsi l'espressione in una maschera di gelo grottesca e livida. Dakota la guarda di continuo, perdendosi tra il biondo dei capelli e l'azzurro degli occhi e affondando lo sguardo nel reticolo troppo sottile della pelle chiara.
Si tiene addosso parole non dette, richieste masticate e risposte che stridono contro la gola.
Il ritmo è quello che ormai ha imparato, e di cui ha assorbito i tempi. Labbra incurvate, parole svelte, silenzi, occhiate e verità svelate come stilettate sottili, verità che di punto in bianco smette di cercare, perdendosi in un flusso di pensieri privi di vincitori e che a terra lasciano un solo vinto. Lei.

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