venerdì 13 gennaio 2017

Thou shalt not kill

Philadephia, 12/01/2025

Ha imparato a non lussarsi una spalla con il rinculo da meno di una settimana, a non farsi finire la semautomatica in faccia quando preme il grilletto da pochi giorni e a tenere correttamente in mano un uzi da poche ore. Le tempistiche non sono mai così precise, ma tremendamente ridicole se ripetute in testa più e più volte mentre ti lanci all'inseguimento di una voce sconosciuta che chiede aiuto a qualcuno che non sei tu. 
L'abitudine non muore, e Dusk ci mette poco a valutare tutte le proprie vie di fuga. Ma l'abitudine non muore, e dopo averlo fatto tallona Spike e Sierra fino a quando girarsi e scappare non è più un'opzione, fino a quando l'unica via devi scavartela a colpi di mitragliatrice nello stomaco di chi una via non te la lascia. 
È assurdo come un rumore assordante e ripetitivo possa farti più paura dell'uomo senza volto a cui sarebbe bastata una resa. Premere il grilletto è una via di non ritorno, perché premere il grilletto ti toglie ogni redenzione dalle mani che non puoi più lavarti, anche quando la sola cosa che le sporca sono scaglie di ghiaccio. 

Thou shalt not kill

 Topeka, 03/10/2011

Thou shalt not kill

Il quinto comandamento. Ma per i cristiani riformati è il sesto, per gli ortodossi è il sesto, per il Talmud è il sesto e per Filone di Alessandria era il settimo. Dal libro dell’Esodo capitolo 20, versetti 1-17. 
Prudence scrive con attenzione ogni parola, con la testa bassa e i capelli stirati in una crocchia severissima, che lascia scoperto il volto dai lineamenti infantili, anche se già pronunciati da una discendenza inequivocabile, che marca con tratto indelebile il legame tra lei e l'uomo che in piedi di fianco alla cattedra spiega il quinto comandamento, che per i calvinisti e gli ortodossi è il sesto. 
Non devi uccidere. Sembrerebbe un comandamento facile, non fosse che non lo è. Perché ci sono casi in cui togliere la vita umana e ricongiungerla a Dio prima del tempo non è solo perdonato dal Signore, ma un imperativo morale a cui ogni buon fedele deve prestare onore. 
Ucciderai l'intruso in casa tua, ucciderai in guerra, ucciderai il figlio che disobbedisce al padre e ucciderai il figlio che giace con il figlio. Ucciderai il malato che non si pente di un codice genetico che il Diavolo ha modificato, ucciderai il malato che pone su di te la sua mano, ucciderai la figlia che non china il capo. Ucciderai, lo farai nel mio nome e lo farai senza pentimento, perché grande è la mia gloria. Riporterai a me le pecore che si uniscono ai lupi, perché solo mio è il loro destino. 
Prudence la bibbia l'ha letta, ma ha le labbra troppo chiuse per chiedere perché lei non sia riuscita a trovare gli imperativi morali a cui prestare onore. Ha i denti troppi stretti per urlare che è una brava fedele, e che non sa come pentirsi, ed è troppo vicina al pastore perché lui non possa comunque sentirla.

Cinque giorni. Le ore, i minuti e i secondi ha smesso di contarli dopo che ha preso sonno per la prima volta, ma la luce che filtra dalle veneziane sbarrate è quella del mezzogiorno. Si è consumata le dita riempiendo fogli che passa sotto la porta, si è sgolata a suon di promesse. Le unghie ha smesso di morsicarsele il terzo giorno, quando il sangue ha iniziato a lasciar spazio a un'infiammazione diffusa a tutte le dita. Sangue sporco, sangue sbagliato. Le labbra ha smesso di morderle al secondo giorno, e poche ore prima ha smesso di bussare ad ogni rumore di passi vicino alla stanza.

Non volevo farvi soffrire.

Philadelphia, 12/01/2025

[Interno notte]

Dicono che ogni volta che provi un dolore intenso e perforante ti dimentichi di tutte le altre volte. Ti dimentichi che il dolore sia anche solo mai esistito e riesci a concentrarti solo sull'incredibile e sconcertante torcersi dei tuoi recettori, fino a quando non hai più forza per respirare, per parlare, per pensare. E fino alla volta successiva, quello sarà il dolore più grande che io abbia mai provato.  
Dusk guarda Sierra e la sua striscia di coca, Sierra che e medica il ventre, Sierra che le medica il braccio. Sierra che ha imparato a cucire per sopravvivere e che non vuole ucciderla per mantenere il proprio status. Sierra che vuole comprarsi un'isola e vivere secondo le proprie regole. 

Tu perché ti sei messa a rattoppare la gente?

Si mastica i pensieri insieme al filtro della sigaretta, mentre nel petto si incastra un dolore sordo, preciso. Mezze verità, mezzi sorrisi, uno strazio reale. Il dolore più grande che io abbia mai provato. 

  Philadelphia, 13/01/2025

[Interno notte]

Qui sono e qui sto. ha ancora la puzza di pollaio nelle narici, la sagoma della semiautomatica nella schiena, il sapore di sigarette troppo dolci sulla lingua arsa dalla sete e il calore di Mick addosso. È stanca, sfiancata dai pensieri non suoi che le si accastellano nella mente e le infilano aghi bollenti nella carne.  È sola, sdraiata su un divano a guardare la schermata del computer di chi ha ancora speranze incastrate negli occhi chiari. Per Charlie una verità fiacca, che si pesca dai ricordi con troppa facilità, e condivide con a noncuranza di chi getta briciole ai merli che il gelo ucciderà comunque. 

Junkies will be junkies

Per un momento, un momento soltanto, viene colta dalla consapevolezza che vorrebbe parole diverse, vorrebbe  accendere un cero di speranza per chi ancora riesce a racimolarla dal fondo di un barile sempre troppo vuoto. Vorrebbe una storia, solo una, a lieto fine. Vorrebbe che i testi sacri parlassero di un Lazzaro che faceva uso d meth e di Cristo redentore che l'ha fatto sorridere con la sola imposizione delle mani. di Maria Maddalena piegata dall'eroina che si è vista mondare ogni peccato, e restituire le vene, il cuore. Di uomini che le galassie lontane non le cercano più, e pazzi squinternati che non le finiscono sul tavolo operatorio con pupille vuote e bocche piene di vomito. 

È ora di lavorare... 

 

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